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“Guadagnare qualche spicciolo”. I soldati ucraini sono pronti a svignarsela in Europa - Sputnik Italia

Aleksandr è soldato della 95esima brigata d'assalto delle Forze armate ucraine. E sta pensando di abbandonare l'esercito. "Dal 2016, placatesi le operazioni militari, sono giunte persone che amano addestramenti estenuanti, apporre targhette, mettersi in riga anche in mensa. Fra di noi avevamo chiamato tutto ciò "il ritorno dei cadaveri vivi": tiravano fuori da non si sa dove dei colonnelli e dei maggiori e noi venivamo addestrati qui", dice.

Il soldato definisce la condizione come una forma di nonnismo. "L'esercito è praticamente diventato a contratto, sono in servizio solo per soldi, i comandanti possono punire le persone. È comparsa in ucraino la parola "dogana" (in italiano, nota di biasimo), continua Aleksandr. Perché prima non esisteva? Tra il 2014 e il 2015 hanno fatto entrare nell'esercito un numero spropositato di civili mobilitati e anche volontari. I volontari non si riescono a comandare perché sono guidati da ideali e non è raro che provvedano da soli alle proprie necessità. E i civili mobilitati tanto meno. Come può un ufficiale infondere timore a una persona che ancora ha una vita civile? Con una punizione? Minacciandola di cacciarla dall'esercito? Un civile mobilitato gli scoppierebbe a ridere in faccia. Che illuso, penserebbe"

"La ragione principale per cui le persone se ne vanno è che il compenso rimane basso. Fino al 2016 era normale percepire 7500 grivne. Ma adesso anche un civile senza qualifiche prende la stessa somma. E se si lavora sia intellettualmente sia manualmente, si può guadagnare anche di più", spiega il soldato.