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Gioco d’azzardo: i sindaci non hanno più alibi

Assisi-Nocera U.-Gualdo T.

Siamo ucraini, cattolici e perugini. Da ben 15 anni

La comunità ucraina cattolica ha da poco festeggiato i suoi primi quindici anni di attività religiosa a Perugia, e cresce ed è molto attiva anche a livello sociale sul territorio.

“Dopo il Giubileo del 2000 – spiega a La Voce don Vasyl Hushuvatyy, parroco ucraino cattolico di Perugia e Spoleto – sono arrivati in Italia sempre più ucraini della Chiesa greco-cattolica di rito bizantino orientale. Così nel 2003 si sono radunati a Perugia una trentina di fedeli che hanno chiesto e ottenuto dal Vescovo un sacerdote per poter celebrare. All’inizio, per dodici anni, ci siamo appoggiati alla parrocchia di Sant’Antonio, nei pressi della stazione; da qualche anno invece ci ritroviamo nella chiesa di Santa Maria Nuova a porta Pesa”. L’anniversario è stato celebrato nella parrocchia di Case Bruciate che ha accolto circa 300 persone della comunità, quindici sacerdoti ucraini provenienti da tutto il centro Italia e i vescovi mons. Dionisio Lachovicz, visitatore apostolico per la Chiesa greco- cattolica ucraina in Italia, e card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia.

“La comunità ucraina cattolica è molto cresciuta rispetto a quindici anni fa. A Pasqua eravamo quasi 600, qualcuno dice anche di più, ma io sono realista” racconta fiero don Vasyl, presentando anche le varie iniziative che promuove e cura durante tutto l’anno insieme alla sua gente: “Abbiamo un gruppo composto da una decina di donne che gestisce i momenti di preghiera. Si chiamano, traducendo dalla nostra lingua, ‘Preghiera della mamma’. Anche il nostro coro è al femminile, ma del resto il 95% della nostra comunità è composto da donne tra i 40 e i 60 anni, sebbene da una decina di anni a questa parte siano arrivate anche molte giovani famiglie con i loro bambini.

Nell’ultimo anno ho battezzato circa 10 bimbi nati in Italia da genitori che risiedono stabilmente nel Perugino. Abbiamo così fondato anche una scuola ucraina: ogni sabato, presso il centro Shalom della parrocchia di Santo Spirito, c’è una maestra che insegna ai bambini lingua, tradizione e storia, mentre io mi occupo del catechismo”.

Le attività per i più piccoli della comunità proseguono anche d’estate: “L’estate scorsa abbiamo organizzato un campo scuola al mare a Livorno con circa 45 bambini, fra i nostri e quelli della comunità ucraina cattolica della Toscana”. Non mancano poi le attività di volontariato: “Ogni giovedì preghiamo per i defunti e i malati. Ci sono infatti alcune signore della nostra comunità gravemente malate cui andiamo a portare il nostro aiuto. Raccogliamo poi denaro da mandare ai soldati e alle vedove della nostra guerra”.

L’Ucraina è infatti un Paese tuttora flagellato da una guerra, nella regione orientale, dimenticata dai media e da tutti. “Anche in Ucraina non se ne parla più – dice don Vasyl – eppure tutti i giorni muoiono i nostri uomini arruolati nell’esercito ucraino. Qui a Perugia ci sono due famiglie che hanno parenti coinvolti, e una signora ha il nipote ricoverato in gravi condizioni a seguito delle ferite di guerra”.