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Fake : Ucraina sull’orlo di una nuova Maidan

Pubblicato un articolo su “opinione pubblica” a firma di Vittoria Missotti che contiene diversi elementi che fanno pensare ad una manipolazione delle informazioni sebbene non riporta falsità evidenti. La Missotti non è nuova nella pubblicazione di Fake sull’Ucraina, uno dei più recenti è la bufala che il settore destro era stato bombardato dall’esercito ucraino. Gli articoli pubblicati dalla Missotti tolgono poi ogni dubbio circa la sua militanza (e su questo non ci sarebbe da scandalizzarsi) pro russa che la porta spesso a distorcere (ed invece su questo ci si dovrebbe scandalizzare) le notizie se non proprio a pubblicare dei veri e propri fake.

A partire dal titolo “Ucraina sull’orlo di una nuova Maidan”  che riporta una visione del tutto sbagliata in quanto non riporta gli umori delle piazze e della popolazione.

Partiamo dal primo elemento di manipolazione “In Ucraina i politologi hanno cominciato a parlare della possibilità di una nuova Maidan nel Paese.”  ma insieme a questa affermazione non viene riportato alcun elemento di verifica. Chi sono questi politologi ? Quali referenze sui loro materiali ? Ovviamente neppure uno.

In realtà nessun politologo in Ucraina prevede un nuovo Maidan.

Secondo passaggio, la Tymoshenko non ha mai considerato il Maidan un colpo di Stato come invece viene scritto nell’articolo.

Terzo passaggio in parte vero “Particolarmente scontenti della presidenza di Poroshenko sono anche gli oligarchi.” ma errate le motivazioni imputate secondo la giornalista al business del Presidente. In realtà molti oligarchi si sono visti privare in gran parte delle distrazioni di denaro pubblico a cui erano abituati ai tempi di Yanukovich e questo ha creato non poche tensioni nel Paese.

“Con le Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk, invece, le strutture imprenditoriali di Poroshenko hanno condotto un commercio nascosto ma reciprocamente vantaggioso.” In realtà il Presidente non ha alcun business legato con le regioni occupate ma è invece vero che proprio alcuni oligarchi che lo contrastano hanno traffici con i separatisti.

“L’amministrazione del presidente ucraino aveva consegnato alla sede della Clinton delle informazioni riservate discreditando il capo dello staff di Trump, Paul Manafort, il quale aveva lavorato in Ucraina e finanziato segretamente la campagna della Clinton.” Falso, Paul Manafort era il responsabile della campagna elettorale di Trump ed è indagato negli USA per essere uno degli artefici del RussiaGate.

Infine un punto che è esattamente il contrario di quanto sostenuto in tutto l’articolo (Poroshenko uomo degli USA) “Ma il fatto più importante è che Saakashvili potrebbe diventare il leader dell’opposizione unita, finora suddivisa dai conflitti interni, e organizzare una nuova Maidan. Dato che è dotato di esperienza in questo campo e gode di un certo supporto negli Stati Uniti, le probabilità di Poroshenko di fermarlo stanno diminuendo.”, come si dice in questi casi, poche idee e ben confuse.

Chiude l’articolo con un altro falso relativo all’attraversamento del confine dell’ex Presidente Georgiano “Inoltre, la polizia ha dimostrato di non essere pronta ad interferire nel conflitto tra i politici – di conseguenza, non sarebbero pronti ad eseguire gli ordini del presidente Poroshenko.” In realtà la Polizia al confine aveva l’ordine di evitare qualsiasi reazione violenta proprio per non esacerbare gli animi e dare troppa visibilità ad una persona che guida un movimento dato dai sondaggi al 2%.

E’ un’operazione molto simile a quella fatta in passato con Yarosh (Pravji Sektor) che veniva utilizzato dai media pro russi per agitare le acque interne della politica Ucraina. Si trattava di un partito che alle elezioni superò di poco l’1%. Come non ricordare poi il caso di Nadya Shevchenko, data anche lei al suo rientro come astro nascente della politica Ucraina in contrapposizione a Poroshenko.