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La riscossa della comunità ucraina in Italia

La comunità ucraina in Italia è composta da circa 250.000 unità residenti regolarmente, molto ben integrati nel nostro tessuto sociale godono di un’ottima considerazione da parte degli italiani. Spesso le donne ucraine accudiscono con amore i cari delle famiglie italiane ed in alcuni casi vivono nella stessa casa del datore di lavoro.

Per anni gli ucraini in Italia hanno subito quasi in silenzio l’imperante propaganda pro russa, mentre parenti, amici o semplici conoscenti combattevano al fronte in Donbas per difendere il loro paese dall’invasione russa. Hanno ascoltato le dichiarazioni di Salvini e Beppe Grillo nelle quali venivano descritti come una comunità di assassini sanguinari, hanno visto esponenti di Fratelli d’Italia aprire a Torino un “Consolato” di una formazione terrorista attiva in Donbas, che si è macchiata di efferati crimini ai danni dei loro cari. Hanno dovuto subire tutto questo quasi in silenzio, perché le note di protesta dell’Ambasciatore in Italia spesso cadevano nel vuoto o comunque non venivano prese in considerazione da redattori compiacenti. Hanno visto imprigionare in Italia un loro figlio, Vitaly Markiv, con un’accusa assurda, ma perfetto capro espiatorio per l’opinione pubblica italiana che esigeva un colpevole per la morte di Andy Rocchelli.

L’avvocato di Markiv, Raffaele Della Valle, in un’intervista ha lasciato intendere che Markiv è un “prigioniero politico” e anche che “In 52 anni di professione non mi era mai capitato di vedere una cosa simile”.

Da queste pagine abbiamo spesso confutato i fakes provenienti in questi anni dall’area politica del centro destra italiano e da quella grillina. Abbiamo denunciato più volte le campagne mediatiche volte a mettere in cattiva luce la comunità ucraina in Italia che non avevano altra giustificazione se non quella di gratificare il plenipotenziario del Cremlino.

Ora però sembra essere giunto il momento della riscossa, il momento in cui questa silente ed operosa comunità può ripagare cotanta attenzione negativa dedicatagli in questi anni.

Molti degli ucraini che risiedono e lavorano in Italia non hanno la doppia cittadinanza e pertanto non voteranno alle prossime elezioni politiche in Italia che si terranno il 4 marzo. Nonostante ciò è però indubbio che questo piccolo esercito di persone possa, come nella miglior tradizione del popolo ucraino, trasformarsi in un corpo di volontari che spiegano agli italiani le bugie che certa parte politica ha raccontato sulla loro nazione e di come queste persone l’abbiano fatto per un interesse personale e non per ideologia o questioni umanitarie.

Chi vota per alcuni partiti politici ne supporta anche inconsapevolmente la loro politica estera, una politica estera troppo spessa ostile al popolo ucraino. Alcuni di questi movimenti hanno anche creato delle associazioni “culturali” che raccolgono soldi per i mercenari attivi nel Donbas dove tutti i giorni uccidono qualche figlio dell’Ucraina.

Sicuramente non tutti gli elettori del centro destra o del Movimento 5 Stelle sono d’accordo con la scellerata scelta geo-strategica dei loro leader, in uno scenario nel quale l’Italia dovrebbe stare fuori dalla NATO a fianco della Russia in una nuova alleanza euroasiatica.

Molti di questi elettori forse non sanno neanche che il leader del loro partito sostiene i terroristi che sparano al figlio della badante che gli accudisce i suoi cari.

Con una semplice azione informativa la comunità ucraina in Italia potrà in qualche modo incidere sulle prossime elezioni politiche in Italia, semplicemente informando gli italiani che i leader di certi partiti nostrani sostengono pienamente quei gruppi paramilitari in Donbas che tante lacrime hanno fatto versare alle donne ucraine.

Gli Ucraini potranno poi spiegare agli italiani di come la libertà sia un bene non gratuito ed infinito, di come i valori europei che noi molti considerano superati, siano stati il motivo per cui tanti giovani sono morti nel 2014 nella via Instituska a Kyiv, quei giovani che avanzavano con la bandiera europea sulle spalle contro gli AK47 dei rappresentanti del mondo chiuso che guarda al passato.

Un esercito di 250.000 “informatori”, di cui 53.000 nella sola Lombardia, potranno dialogare con gli elettori dei movimenti anti europeisti e pro russi spiegando loro quali tipi di sofferenze ha dovuto (e tuttora subisce) subire il proprio popolo proprio a causa di colui che è stato elevato a modello dai loro partiti.

Solo chi non conosce l’epopea del popolo ucraino, la sua tenacia e la sua pervicacia, può sottovalutare l’impatto che “i volontari della verità” possono avere nella nostra prossima campagna elettorale.

Un modello per tutti gli ucraini in Italia lo fornice Vitaly Markiv, che ingiustamente incarcerato dal giugno 2017 non si piega e continua a lottare con una dignità esemplare.  E’ arrivato il momento di alzare la testa e far sentire la propria voce dopo tanti anni passati in silenzio subendo ogni tipo di fake sulla propria pelle.

Ancora una volta gli eredi dei Cosacchi saranno baluardo contro chi vuole distruggere con tutti i mezzi l’Unione Europea.