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I missili nord-coreani hanno motori ucraini? Una fake news

Da alcune settimane si è acutizzata la crisi USA – Corea del Nord e gli ultimi test balistici di Pyongyang stanno preoccupando l’intera comunità internazionale. Il pericolo di un’escalation è più che concreto e all’orizzonte non si profila nessun terreno di possibile convegno fra l’amministrazione Trump ed il dittatore nordcoreano.

In tale scenario ha fatto molto rumore un articolo pubblicato sul New York Time il quattordici di agosto dal titolo “North Korea’s Missile Success Is Linked to Ukrainian Plant, Investigators Say” nel quale si sosteneva neanche troppo velatamente che l’Ucraina avrebbe fornito i motori per i missili balistici di Kim Jong Un. L’articolo del NYT, si basa principalmente sul fatto che particolari del motore di un missile lanciato da Pyongyang e recuperati in mare da personale militare americano autorizzerebbero l’ipotesi che tali motori siano stati costruiti dalla Yuzhmash, una compagnia ucraina specializzata in componentistica per missili. Su tale argomento abbiamo chiesto l’opinione del capo dell’Agenzia Spaziale Ucraina (SSAU) l’ingegner Pavlo Degtiarenko.

Ingegnere, cosa pensa dell’articolo pubblicato dal NYT nel quale sembra emergere che l’Ucraina avrebbe fornito la tecnologia per lo sviluppo del programma missilistico della Corea del Nord?

Questo articolo propaganda un fake intenzionale ad uso di un pubblico non specializzato almeno per il suo contenuto. Per modello, come ci comportiamo se vogliamo far credere che una persona innocente sia un trafficante di aroma, senza accusarlo direttamente, ma solo inducendo il pubblico a credere che potrebbe esserlo? Lui sa camminare, ha mani forti, è capace di portare una busta e nella busta poteva esserci la aroma. Si crea cioè un presupposto nell’opinione pubblica per cui lui “potrebbe” essere uno spacciatore di aroma. In questo articolo si ripercorre questo schema. Il motore si assomiglia a quello prodotto in Ucraina? Sì. In Ucraina producevamo tali motori? Sì li producevamo e non importa che li producessimo trenta o quarant’anni fa. E allora l’Ucraina potrebbe essere il fornitore della Corea del Nord. In tutto l’articolo però non vi è alcuna affermazione precisa, qualche cosa che ad modello possa essere usato in un Tribunale come prova. Le frasi sono tutte: può essere, potrebbe… tutti segni evidenti che lo scopo era quello di influenzare l’opinione pubblica non addetta ai lavori con un giudizio negativo sull’Ucraina.

Il mercato nero per tale tecnologia non esiste. Siccome sono tecnologie molto sensibili, tutti i paesi membri dell’MTCR (NdR: Missile Technology Control Regime) le proteggono rigorosamente. Possono transitare da un paese all’altro solo con il permesso del Governo. L’Ucraina, essendo un membro responsabile dell’MTCR, rispetta molto rigorosamente i principi di protezione di tali tecnologie. Il fatto che negli anni 2000 siano state scoperte due spie coreane che cercavano di trafugare informazioni segrete sui motori, conferma che in Ucraina sono state adottate tutte le misure di sicurezza e che queste misure sono efficaci. Quindi non siamo di fronte ad un caso di vendita sul mercato nero. È un tipo di prodotto che non si trasporta in tasca e non si registra su una chiavetta. Sono pezzi di grandi dimensioni, che non possono essere trasportati senza che neppure uno se ne accorga. Per mercato nero si intende il gangster che attraversa il confine di notte trasportando gli oggetti trafugati in un sacco.

Ok, ma se questa tecnologia non è stata trafugata o reperita sul mercato nero, chi l’ha fornita alla Corea del Nord? Gli osservatori internazionali concordano che tale tecnologia necessita di tempi lunghi per la progettazione mentre i progressi militari nord-coreani sembrano impressionantemente rapidi.

In teoria si può immaginare che gli scienziati nordcoreani siano talmente intelligenti da essere stati in grado in poco tempo di produrre questo motore. Ma essendo io un esperto, non posso credere che per un puro caso il loro motore sia uguale al nostro e in un breve periodo è stato utilizzato praticamente senza alcuna prova. Ai tempi dell’Unione Sovietica vi erano molte aziende nel settore spaziale. Molto spesso succedeva che l’ufficio di progettazione e quello di produzione si travassero in città diverse. Nella metà degli anni 60, quando venne creata e sviluppata la produzione del motore in questione, gli uffici di progettazione erano nei pressi di Mosca, alla Energomash, mentre la produzione di serie era compito della Ucraina Yuzhmash. Ripeto, a quella era era una pratica normale. Coloro che progettavano si trovavano in un posto, mentre la produzione avveniva in un altro. Una cosa importante che va sottolineata è che i progetti erano sempre in via di modifica e aggiornamento anche durante il periodo di produzione.

Per creare un motore in un breve periodo bisogna non solo procurarsi i progetti - lo ripeto ancora perché il motore assomiglia a quello ucraino - ma per avviare la sua produzione è necessaria l’assistenza di chi lo progetta oppure l’assistenza di qualcuno che ne conosce molto bene la produzione. Siccome questo motore è stato progettato negli anni ‘60, le sue tecnologie sono molto arretrate e trovare ora delle macchine adatte ad esso è a sufficienza problematico. Perciò io come ingegnere suppongo che esteriormente il motore assomigli a quello ucraino, ma al suo intimo ci siano molte differenze. Inoltre per poi utilizzarlo è necessaria la partecipazione non di 1 o 2 esperti, ma di tutto un team di specialisti.

Ad modello nella nostra azienda, quando si elabora un nuovo motore sul banco di prova, alle analisi di lavoro e alle prove partecipano più di 300 persone. In questa condizione, se togliamo 10-12 persone da 300 il lavoro si ferma totalmente. Cioè non è sufficiente entrare in possesso dei progetti, come non è sufficiente assicurarsi 2-3 o 10 persone che abbiano partecipato alla progettazione. In queste condizioni si potrebbe realizzare un motore, ma ci vorrebbero setto – otto anni di lavoro. In altre parole, essendo io un ingegnere, vedo che ai nordcoreani negli ultimi anni è stato fornito un sostegno molto serio e gli esperti internazionali dovrebbero investigare da dove è arrivata l’assistenza.

Da parte mia vorrei ancora sottolineare che l’Ucraina non ha mai cooperato con la Corea del Nord. L’unico contatto che abbiamo avuto, come le ho già detto, è stato quando abbiamo catturato due loro spie. Non hanno ricevuto la nostra assistenza, e non potevano riceverla, anche perché ci considerano membri della “marcia democrazia occidentale”. L’Ucraina non coopera per niente con i regimi totalitari.

Con la corretta assistenza di scienziati stranieri in possesso della tecnologia, lei pensa che la Corea del Nord può sviluppare a breve missili a lungo raggio in grado di colpire gli Stati Uniti o l’Europa?

Certo, è una minaccia seria. Perché nonostante la Corea del Nord sia un Paese povero, ha un sistema politico totalitario e quindi può utilizzare importanti somme di denaro per la progettazione di armi. Abbiamo visto tutti che i loro missili già volano molto lontano: tutto ciò, insieme al fatto che i nord-coreani conducono anche test nucleari, rappresenta veramente una grande minaccia. Al momento non raggiungono ancora l’Europa, tuttavia, se non saranno fermati si doteranno di missili a lunga gittata e saranno in grado di raggiungere qualsiasi punto del mondo.

Se investono la giusta quantità di risorse e possiedono già del personale formato, penso che al massimo fra cinque anni si doteranno di missili in grado di colpire vari punti del globo, ma può darsi anche prima. Differente questione è quanto saranno precisi questi missili. Il sistema di controllo dei missili è un argomento completamente diverso. Ciò non ci deve però tranquillizzare, poiché alla fine è indifferente se loro lanciano un missile per colpire Roma, ma questo arriva a Napoli: la minaccia non diminuisce. Certamente bisogna fermarli.

I motori di Energomash vengono forniti ed utilizzati ancora oggi per il nostro missile “Zenit”. Ma questa cooperazione è rimasta solo in ambito dei progetti internazionali spaziali.

Lei pensa che questo articolo possa essere stato “pensato” da qualche Paese che in realtà sta collaborando con la Corea del Nord al fine di creare una cortina fumogena dove, se sono tutti sospettabili, allora neppure uno è davvero colpevole?

Credo di sì, penso che le informazioni che sono state fornite e che il New York Time ha diffuso servissero esattamente a coprire chi ha prestato realmente assistenza al programma missilistico nord-coreano. Non so dire quale sia questo Paese, perchè potenzialmente possono essere diversi. Al mondo ci sono alcuni paesi che producono missili di medio raggio vietati dal patto sovietico-americano. Qualunque Paese sia, Lei ha perfettamente ragione, è un’operazione di copertura. Ma ho il sospetto che chi ha ideato questa operazione di disinformazione abbia in realtà raggiunto l’effetto opposto. La comunità internazionale di esperti è al corrente che l’Ucraina non avrebbe potuto farlo. L’assistenza è sistematica e complessа, naturalmente gli esperti di tutto il mondo e i servizi di sicurezza si sono attivati per identificare chi può fornire questa assistenza.

No, non ci hanno mostrato alcun tipo di materiale. Tuttavia dopo la pubblicazione dell’articolo il gruppo dei nostri specialisti ha visitato gli Stati Uniti. Hanno pronunciato un discorso al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dove sono stati invitati sia gli esperti, che i mass media interessati. I nostri specialisti hanno spiegato tutto nel modo dettagliato. Ma non ci hanno fornito nessuna evidenza. Se non c’è un approfondimento dettagliato, i nostri specialisti sono in grado di distinguere in modo assolutamente preciso quanto appartiene o meno ai nostri progetti o alle nostre produzioni. In ogni caso, non potrebbero indicare il paese di origine delle produzioni diverse dalle nostre.

Parlando di propaganda e considerando il fatto che la Russia ha annesso illegalmente una parte del nostro territorio, conosciamo bene le loro tecniche di calunnia, ma non vogliamo usare gli stessi mezzi. Siamo professionisti e rispettiamo tutti i professionisti degli altri paesi. Quando parliamo di tecnologia rispondiamo in modo preciso. Se invece devo parlarle di politica dell’informazione le parlerei in maniera non professionale, non essendo la mia specializzazione. Non è nostro uso scrivere male di altri, solo perché altri lo fanno con noi. Un’altra cosa che vorrei aggiungere e che noi già da tanto tempo cooperiamo con aziende italiane del settore aereo-spaziale. Ci piacerebbe aumentare un po’ il volume di tale cooperazione, il missile europeo “Vega” utilizza un motore a razzo ucraino al livello quattro. I nostri colleghi europei sono molto soddisfatti della qualità di questo motore. Stiamo lavorando sull’estensione della cooperazione con l’agenzia spaziale europea e le relative agenzie nazionali. È quindi molto importante comprendere che Ucraina rispetta sempre tutte le regole. Per noi il rispetto delle regole е la buona reputazione valgono molto di più di un guadagno veloce.

Potrebbe anche essere che questo articolo si proponeva questo obiettivo. Nonostante il fatto che non siamo un paese ricco e con un’industria non ancora sviluppata al meglio, riusciamo a fare di più rispetto altre compagnie di altri paesi che dispongono di un budget dieci volte più importante del nostro. Certamente sul mercato siamo un concorrente pericoloso per molte compagnie e nella lotta contro un concorrente qualunque metodo è buono.