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Itinerari di viaggio > Lviv (Leopoli)

L’Ostello

Una volta arrivati troviamo un portone di legno chiuso, con uno strano meccanismo di apertura, e privo di citofono. Fortunatamente vi era scritto all’esterno il numero di telefono della reception, e l’unico modo di farci aprire rimane contattarli. Qualche difficoltà la abbiamo anche a comporre in numero, il prefisso internazionale è 00380 e se non erro bisogna eliminare gli zeri iniziali dei numeri di telefoni quando vi si aggiunge il prefisso internazionale, da mantere invece nel caso si usi una scheda sim locale.Comunque, azzeccato il numero da comporre dopo qualche combinazione, riusciamo a farci aprire..
Varcato il portone attraversiamo un breve corridoio che ci porta in un atrio ottagonale interno al palazzo, ai lati del quale sono collocati dei divani dall’aria decisamente vetusta e un po’ malodorante ma che pur tuttavia saranno un piacevole salottino in cui chiacchierare con i futuri amici dell’ostello sotto l’aria fresca e pungente di Lviv a cinque gradi sotto zero.
Ci accoglie una ragazza alta e magra come un chiodo, Giulia la bianca, dall’aria completamente stonata dal sonno, che avvolta nel suo pigiamino di fortuna, un pantalone di una tuta ed una cannottiera striminzita, riesce a farci una tenerezza enorme nei suoi sforzi di mantenersi sveglia per darci tutte le informazioni di rito all’accoglienza e per dare retta alle nostre farneticazioni volte a farci consigliare una discoteca dove recarci alle tre di notte per non sprecare la prima serata di vacanza. Saliamo quindi la scala in legno che ci conduce al nostro piano un po’ come se stessimo scalando un castelletto, ed entriamo nella nostra camera, che, a dispetto della prima impressione che puo’ dare l’ostello, dall’atrio alla microscopica reception, si rivela essere carina ed accogliente, con bagno e doccia interni, dotata di scrivania, armadio e comodini.
Ebbene si, una volta preso possesso della nostra camera doppia, pagata l’irrisoria cifra di 20 euro al giorno in totale, lasciati immediatamente i bagagli e rinfrescatici al volo con una doccia lampo, io e Arek ci rechiamo immediatamente alla discoteca Metro.
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