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Itinerari di viaggio > Lviv (Leopoli)

Il tour della città di Leopoli

Arriva dunque il momento di dedicarci a qualche cosa di più serio e quindi niente di meglio di una passeggiata in città per vederla finalmente e smaltire la sbornia della nottata precedente.
Contatto quindi Katerina, una ragazza che avevo avuto modo di conoscere due mesi prima in Italia, e alla quale avevo fatto da Cicerone. Con la scusa di ricambiarmi il giro turistico, avremo l’occasione di rifarci anche un po’ gli occhi. Katerina è una bella ragazza di 24 anni, non particolarmente appariscente, ma decisamente carina. Come non esserlo alla sua età. E’ alta poco più di un metro e settanta, mora, capelli lunghi e lisci, occhi castani, un visetto normale, con un invidiabile taglia 38, senza un filo di ciccia, visto che da queste parti non eccedono certo in pastasciutta e libagioni varie, insomma un fisichetto decisamente niente male. Ha appena finito l’università, in quella che da noi verrebbe considerata qualcosa di affine a Scienze Politiche, anche se l’accostamento di alcune materie nel suo curriculum, quale psicologia militare, mi fa sembrare i loro corsi di laurea un’accozzaglia alla stregua dei novelli e fantasiosi nostrani programmi del 3+2, le nuove “lauree”. Parla benissimo Italiano, oltre che ad inglese, ucraino, russo, polacco e probabilmente qualcos’altro. Naturalmente il suo sogno è vivere in Italia, e vorrebbe avere un permesso di soggiorno per farlo. Purtuttavia non mi ha dato l’impressione di volerci arrivare attraverso il matrimonio, almeno non con un vecchiaccio anche di belle speranze come il sottoscritto, al più se mai cova nella sua mente una idea simile credo che speri di fidanzarsi con un bel ragazzo della sua età. Purtuttavia quasi mai anche in tali fortuiti casi, che giungano a matrimonio, credo che queste ragazze riescano a fare una buona scelta che non le condanni al triste copione della fuga e divorzio, possibilmente milionario. Spero per lei che riesca a sposare si un ragazzo ma che riesca a scegliere un principe azzurro e a viverci felice e contenta con nuova vita in Italia, sebbene le abbia spiegato con dovizia di particolari, che una volta trovato lavoro, in termini relativi si troverà in un’altra Ucraina, soltanto un po’ diversa in superficie.
La cosa curiosa è che Katerina afferma con risolutezza di non essere per niente attirata fisicamente dai ragazzi ucraini, di non trovarli per niente attraenti proprio da un punto di vista estetico, e non perché le trattino male o si ubriachino. Non è l’unica che mi farà un discorso del genere, anche se un’altra ragazza mi ha aggiunto che secondo lei i ragazzi ucraini sono inaffidabili per mandare avanti una famiglia. Avranno ragione? O sono gli uomini ad essere bistrattati in tutto il mondo da principesse sul pisello volubili e capricciose, e qualche volta anche un po’ ubiquitariamente… troie? Chissà, provero’ un giorno a sentire la controparte maschile Ucraina. Quello che pensa quella Italiana credo sia noto.
Katerina adempie al suo compito in maniera impeccabile, e ci guida inizialmente alla piazza del mercato (площадь Рынок) , dove centralmente domina il palazzo del municipio (Ратушa), dalla cui torre è possibile vedere il panorama della città, ma che abbiamo trovato chiusa, forse per restauro.
Ci vengono fatte notare le fontane raffiguranti figure mitologiche ai lati della piazza, ad esempio il Nettuno, e la casa nera in uno dei lati della piazza, odierna sede del museo storico cittadino.
Proseguiamo quindi in direzione della Chiesa latina (Katedra Łacińska), dalle bellissime volte a diamante al suo interno, che le conferiscono un’atmosfera molto gotica e raggiungiamo l’omonima piazza col monumento ad Adam Mickiewicz, in sintesi il maggior poeta polacco (Lvov è stata anche città polacca nel corso della sua storia), l’equivalente del nostro Dante, per continuare lungo Corso Libertà (Проспект свободи) fino al monumento a Taras Shevchenko e al Teatro dell’Opera.
Proseguiamo quindi lungo la via Virmenska fino alla bellissima Cattedrale Armena, dalle decorazioni interne molto colorate e dai motivi orientali che ricordano quelli astratti dei tappeti persiani, alla barocca Cattedrale Dominicana, fino alla piazza dove si trovano il monumento di Fedorov e la chiesa ortodossa dell’Assunzione. Proseguiamo quindi verso la Monastero dei Bernardini, uno degli angoli più belli della città di sera, perché l’illuminazione si abbatte pietra grigia delle mura conferendo al percorso tra il monastero e la Cattedrale di S. Andrea un’atmosfera gotica che catturata in foto conferisce loro l’aspetto surreale di acquerelli.
Ci congediamo quindi dalla nostra graziosa guida turistica nella speranza di rivederci nei giorni successivi, ma purtroppo questo non accadrà.
Il giorno successivo ci recheremo brevemente sulla collina dove si trova quello che sulla cartina viene indicato come “Il Castello”. L’escursione si rivelerà alla fine più che altro una passeggiata, ci inerpicheremo su una collina e inoltreremo nel boschetto, e dopo una discreta scalinata di ferro, raggiungeremo la vetta, riconoscibile per la presenza di una antenna televisiva, e in lontananza si noterà finalmente la meta: una torre in pietra con una bandiera ucraina che vi svetta sopra.
Il percorso è panoramico, ma vista l’ubicazione del luogo, non si riuscirà a godere della vista del centro storico, ma in compenso si coglierà la vista di insieme della periferia della città in tutto il suo orrore di epoca sovietica, che per alcuni ha un suo fascino.
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