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Ucraina

Economia

Un paese grande con 47 milioni di abitanti e con un vasto mercato interno.

Non è stato sempre così. Per valutare giustamente il percorso che l’Ucraina ha compiuto dall’indipendenza basti confrontare la situazione economica di 10 anni fa con quella attuale. Nel 1994, il livello di iperinflazione in Ucraina superava il 10.650 %. Il denaro non valeva la carta sulla quale veniva stampato. Solo nel 1993 i redditi della popolazione sono diminuiti del 44 %.

D’allora abbiamo scelto la strategia delle riforme economiche radicali. All'inizio sono state prese misure urgenti per stabilizzare il sistema finanziario. È seguita quindi una vasta privatizzazione. L’Ucraina vanta una radicale riforma agraria che ha restituito la terra a coloro che la lavorano, sono stati sciolti dei kolchoz e sono state create cooperative sulla base della proprietà privata. Al tempo stesso, lo Stato ha continuato a sostenere lo sviluppo dei settori strategici di alta tecnologia, come l’ingegneria aeronautica, l’industria spaziale, la costruzione di macchine utensili.

I primi risultati sono apparsi già negli anni 1996-97. Tuttavia la crisi finanziaria globale del 1998 ha notevolmente deprezzato questi progressi e la crescita economica è ripresa solo nel 2000. I risultati parlano chiaro. Negli ultimi quattro anni il prodotto interno lordo è cresciuto di un terzo, la produzione industriale – del 60 %. Solo nei primi sette mesi del 2004 l'incremento del Pil ha raggiunto il 13,5%. Nei primi sette mesi del 2004 il volume dei crediti bancari è poi aumentato del 19,2 %, mentre l’inflazione si è attestata al 4,4%. Una crescita record è stata raggiunta nell’industria metalmeccanica, nella poligrafia, nella costruzione di automobili, nella siderurgia: ritmi di crescita non raggiunti con i proventi dal settore petrolifero (l’Ucraina non ha peraltro risorse sufficienti), ma grazie allo sviluppo dell’industria di trasformazione.

La crescita economica ha determinato un impatto positivo sulla situazione nel settore sociale. Siamo consapevoli che il tenore di vita degli ucraini è ancora lontano dagli standard europei, ma i redditi e i salari crescono a ritmi sostenuti. Nel primo semestre del 2004 il reddito pro capite della popolazione è cresciuto del 15,5%, triplicandosi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il progresso dell’Ucraina nel settore della stabilizzazione macroeconomica e finanziaria è stato valutato positivamente dalla comunità internazionale. L’anno scorso il rating creditizio è stato migliorato due volte.

L’economia ucraina è una delle più aperte fra i paesi post-sovietici. Negli ultimi quattro anni le esportazioni quasi sono raddoppiate. Secondo le stime dell' “Economist Intelligence Unit”, entro il 2008 il Pil dell’Ucraina dovrebbe più che raddoppiare. Non a caso alcuni osservatori hanno iniziato ad annoverare il Paese tra le nuove “tigri” dell’Europa orientale, e molti giudicano favorevole il clima per gli investimenti.

Tuttavia non ci fermiamo ai risultati ottenuti. In Ucraina esiste già l’economia di mercato, funzionano i suoi meccanismi. Ma abbiamo il compito di riformarla strutturalmente, il che significa uno sviluppo accelerato dell’industria meccanica, innanzitutto dei settori spaziale e aeronautico. L’Ucraina risolverà questi compiti impegnativi in stretta collaborazione con i suoi partner europei, con l’Italia in primis.

Per l’Ucraina l’Italia è un partner strategico. Da alcuni anni è il secondo partner commerciale dell’Ucraina e il primo importatore nell’Europa Occidentale. Ciononostante sono convinto che le enormi opportunità del mercato ucraino non siano appieno utilizzate dalle due parti. Le aziende ucraine ed italiane potrebbero realizzare congiuntamente progetti tecnologici, agire insieme sui mercati europeo ed internazionale. Desta particolare preoccupazione il fatto che il livello della collaborazione economica tra i nostri due paesi resti indietro rispetto allo sviluppo dei contatti politici. Tra i miei compiti principali vedo lo sviluppo e l’approfondimento di una collaborazione economica al livello delle nostre vere potenzialità. Un altro compito importante è l’attenzione verso la problematica dei numerosi migranti ucraini in Italia. Credo che sia il tempo di concludere un appropriato accordo tra Ucraina e Italia sul lavoro e sulla protezione sociale dei cittadini ucraini, nonché su un reciproco riconoscimento dei diplomi di laurea.

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