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Rivoluzione arancione

Se si stuzzicano gli appetiti economici

A Maidan, dopo l'annuncio dei risultati del terzo turno giro, esplode la gioia. Giovani, meno giovani, studenti o uomini di affari, ricchi e poveri si stringono insieme con fervore in piazza dell'indipendenza in attesa del discorso del candidato appena eletto. E mentre aspettano, guardano Channel 5, l’emittente pro-Yuschenko che analizza i primi risultati.
L'indomani, invece, è l'ora del panico. In tutto il paese, la gente va in massa a ritirare i propri depositi spinta dalla paura che col cambiamento di potere, le banche falliscano. L'economia ucraina ha infatti risentito di tutte queste settimane di rivoluzione. Ma la vittoria di Yushenko vede risalire il corso della borsa e gli affari che verranno prospettano un futuro roseo per i finanziatori della rivoluzione. Lauti profitti potrebbero derivare dalle privatizzazioni o da progetti come l’oleodotto Odessa-Brody, stuzzicando così gli appetiti economici. Un'altra sfida consisterà nell’aumento delle pensioni per le babuschke, le piccole vecchie che quasi non percepiscono alcun sussidio e che in queste settimane hanno venduto sciarpe Tak e pupazzi arancioni per arrotondare a fine mese…
Appaiono assai considerevoli dunque le sfide per Yuschenko. Sfide che non potrà affrontare senza il sostegno dell'Europa, a cui già si guarda con un gran fascino. Resta anche da capire se il new deal porterà profitto esclusivamente ai sotenitori, in un momento in cui la maggior parte dei manifestanti si attende una grande opera di pulizia in tutto il paese. Agli inizi di dicembre, nel corso dei negoziati con Leonid Kutchma che hanno permesso il terzo giro ed evitato un intervento delle forze dell'ordine, Yuschenko si è in effetti impegnato a realizzare una riforma di enorme importanza: la trasformazione dal sistema presidenziale a sistema parlamentare entro il settembre 2005. Ha dunque non molto tempo per agire. Se la legge che introduce questo cambiamento verrà votata, sarà il Parlamento a tenere le redini del potere. Quest’ultimo, al momento, riunisce numerosi gruppi influenti di cui, in primo luogo, i partiti politici degli oligarchi. La fiammeggiante rivoluzione arancione resterà solo un fuoco di paglia?

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