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Itinerari di viaggio

Viaggio in Ucraina 2006

Quello che segue non è un semplice racconto di viaggio ma molto di più

Kiev aeroporto Borispol: Da qui parte il taxi collettivo che porta fino in stazione per 20 grivne (dicembre 2006)
Kiev aeroporto Borispol
Da qui parte il taxi collettivo che porta fino in stazione per 20 grivne (dicembre 2006)

Con queste poche righe vogliamo introdurre il lettore al racconto di un viaggio errante, avvenuto in Ucraina nel novembre 2006.

Il fautore di questo racconto è il mitico Bruno Andrea, noto già a diversi appassionati delle terre un tempo sovietiche, per la miriade di informazioni raccolte meticolosamente in svariati viaggi, si prefigge di creare non un semplice resoconto di viaggio, ma una traccia che possa fungere come punto di partenza a tutti coloro in procinto per partire alla scoperta di queste terre geograficamente vicine ma lontanissime sotto molteplici punti di vista.

Non volendo annoiare il lettore con una introduzione pesante, vi lasciamo alla lettura; Abbassate quindi le luci, fate partire il giradischi con musica folcloristica tipicamente ucraina e godetevi la narrazione!

Viaggi in Ucraina

Scopriamo l’Ucraina dal punto di vista turistico

Salve cari viaggiatori e amici, ecco che apriamo questo capitolo con l’intento di trasmettere sensazioni di un posto geograficamente vicino ma sotto tanti aspetti poco noto e per molti di noi ancora da scoprire! Chiaramente questo non vuole essere un racconto di viaggio, anche perché a nessuno importa sapere chi abbiamo incontrato, cosa abbiamo mangiato stamattina e fatterelli vari.. lo scopo di questo racconto è trasmettere un quadro generale di sensazioni e informazioni preziose a tutti coloro che partiranno al seguito, insomma vogliamo creare un repertorio di consigli di viaggio correlato anche da utili indicazioni su quanto vale la pena di vedere, per fare ciò siamo andati a fondo nelle cose, quindi il contatto con la popolazione autoctona in questi casi è di fondamentale importanza, leggendo questo racconto molti di voi troveranno un supporto valido per programmarsi un viaggio in autonomia con il metodo del “fai da te” senza incorrere in disavventure.
Incomincio subito con il precisare che questo racconto è stato scritto direttamente sul posto, come il solito partiamo provvisti di computer portatile, macchina fotografica ultrasottile, e tutto quello che occorre per completare il kit del viaggiatore professionale, la destinazione è Kiev, capitale storica e culturale di questa parte di mondo.
Kiev è una città che conosciamo bene, ne abbiamo già parlato diverse volte descrivendola come meta prediletta di coloro che noi definiamo come “benemeriti pellegrini”, il nostro intento è tuttavia quello di trovare un circuito turistico in città alternativo a quello battuto dagli italiani che rovinano la piazza, vogliamo mettere Kiev sottosopra per scoprire posti incontaminati per i quali valga la pena affrontare il viaggio.
Ecco che giungiamo a Kiev in serata di giovedì, ci troviamo all’aeroporto di Borispil da qui se non siamo degli sprovveduti, contrattando il prezzo possiamo raggiungere il centro di Kiev pagando l’equivalente di venti dollari, all’aeroporto c’è una cambio valuta, il corso non è per così di re “vantaggioso” tuttavia meglio comunque cambiare qui i soldi necessari per la prima serata, perché se facciamo conto di pagare tutto in dollari o euro, oltre al problema del resto, il cambio che ci verrà praticato sarà da strozzini! Meglio sempre pagare tutto nella moneta locale, (anche per non incorrere in fregature dato che ufficialmente è questa l’unica valuta accettata e se ci ostiniamo a voler pagare diversamente le condizioni di conversione saranno quasi sempre pessime).
Da qui è possibile raggiungere diverse zone della città anche tramite il taxi collettivo dal costo di 23 grivne (circa quattro euro) che porta direttamente alla stazione ferroviaria.
Ecco che il nostro viaggio incomincia subito con un colpo di scena incredibile, giunti a Kiev cambiamo subito meta! La scelta è stata indotta da alcune semplici constatazioni: Gia in aeroporto abbiamo incontrato diversi “cisiddetti pellegrini” e l’idea di condividere la città con questo tipo di turisti non è che ci andasse a genio, e poi la tentazione di passare il venerdì e il sabato sera in qualche località non battuta da turisti, era troppo forte, e in fondo al lettore interessa molto di più sapere e conoscere l’Ucraina la di fuori dei circuiti turistici che quella battuta dai nostri connazionali in prevalenza “signori single” in caccia di donne.
Ecco quindi che tramite il famoso taxi collettivo di cui accennavamo prima, partiamo per la stazione ferroviaria: Il taxi collettivo è in pratica un furgone bianco della compagnia “Polit”, appena usciti dall’aeroporto lo trovate posteggiato sulla vostra destra in fondo.
La stazione ferroviaria di Kiev, è modernissima ed anche molto bella da vedere, dal punto di vista architettonico è un opera che non ha nulla da invidiare alle costruzioni moderne delle città Europee (per esempio la stazione ferroviaria Ladoski a San Pietroburgo), tra le stazioni ferroviarie di recente costruzione che abbiamo visto durante in nostri tour, come bellezza tuttavia mettiamo al primo posto la stazione ferroviaria di Omsk in Siberia che probabilmente verrà ultimata nel 2007 (il pregio dei materiali utilizzati e i decori fanno di questa stazione un gioiello dell’architettura moderna ad uso civile).
Ritorniamo ora al nostro viaggio in Ucraina! Ecco che in stazione emerge subito una sensazione predominante: Tutte quelle genti con protesi dentarie in oro, sporche e accantonate in ogni angolo, fanno contrasto con la bellezza e lo stile moderno dell’edificio, la sensazione che abbiamo è quella di trovarci in un paese povero ma la cui capitale non lo vuole dare da intendere, infatti Kiev come città è un isola felice dell’Ucraina, un posto (soprattutto il centro) che ha raggiunto i livelli standard qualitativi delle più moderne città europee, sotto diversi aspetti sembra addirittura di essere in Svizzera, le autorità locali sicuramente faticheranno mica da ridere per tener lontana la marmaglia proveniente dalle aree più indigenti che circondano la capitale, ed è li che noi vogliamo andare, in modo da frugare tra quanto ci sia di più vero in terra Ucraina!
Ecco che giunti in stazione scegliamo tra i vari treni in partenza, quello che ci porta in una città a caso ma che non figuri tra le mete note come per esempio Odessa, Yalta, Sebastopoli, Leopoli (Lviv); Ecco quindi balzare subito all’occhio un treno con destinazione Khmelnizki, una città di ben 400.000 abitanti collocata in una zona sperduta dell’Ucraina (la scelta è quasi obbligata visto che non vi sono nell’immediato treni per altre destinazioni di questo genere).
Certo che la stazione ferroviaria di Kiev è pervasa da volti loschi, persone poco abbiette e un sacco di gente con enormi pacchi in fibra di nailon che vanno chissà dove trasportando chissà cosa! I personaggi che si incontrano in stazione sono di bassissima levatura, c’è qui lo stesso schifo che si vede per esempio alla stazione centrale di Milano, solo che a Kiev il personale di sorveglianza e le forze di polizia tengono un po’ più la situazione sotto controllo usando anche il pugno di ferro ove necessario, quindi a prima vista non dovrebbero esserci pericoli tipo scippi e cose simili (infatti a noi non risultino fatti spiacevoli di questo tipo).
Prima di partire acquistiamo in stazione presso uno degli innumerevoli botteghini aperti 24 ore su 24, una SIM card in modo da essere reperibili e raggiungibili telefonicamente senza essere in “roaming”. Il negoziante ci consiglia d’acquistare una SIM della compagnia Life motivando che questa offre una serie di servizi migliori, in effetti a noi la SIM serve anche per stabilite una connessione internet per navigare con il portatile tramite la rete GPRS, quindi acquistiamo la SIM marcata Life senza indugi, ma ecco che questa si rivelerà una scelta azzardata: Nelle istruzioni non viene menzionato affatto come stabilire un collegamento internet da computer e chiamando il centro assistenza al numero 5433 l’operatore promette di inviarci le specifiche per il collegamento via SMS (l’SMS a distanza di 12 ore non è ancora pervenuto!), proviamo quindi qualche tentativo di collegamento alla cieca impostando come numero di composizione il classico *99#, il collegamento parte ma internet comunque non funziona.. (pubblicheremo in seguito le istruzioni su collegarsi ad internet tramite Live e la rete GPRS se mai riusciremo a connetterci!).
Saliti in carrozza, il treno è esattamente quello standard di tipo russo, solo che le genti a bordo (in prevalenza donne) sono visivamente più contadine di quelle riscontrabili nei treni in Russia, qui si intuisce subito l’aspetto prevalentemente rurale e agrario dell’Ucraina. Le persone a bordo per tre quarti sono donne, ognuna che porta dei fagotti voluminosi, il che ci da intendere che usino il treno per dei piccoli commerci, sia di generi frutto della campagna (patate e ortaggi vari), che per altri beni che vengono acquistati in spacci chissà dove per poi essere rivenduti altrove.

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