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Maternità surrogata

Utero in affitto: «Striscia la notizia» smaschera il vigile mediatore

Un agente di polizia urbana, con la moglie ucraina, aveva avviato un business per aggirare le leggi
MILANO - Lo ha smascherato «Striscia la notizia». Lui, vigile urbano di Milano, era il tramite tra chi voleva avere un figlio e non poteva averne, e una struttura di Kiev (Ucraina) dove invece si possono «affittare uteri», scegliendo il tipo di donna che più ti aggrada per farla diventare «mamma». Il trucco? Pensava a tutto il «ghisa», che per il servizio chiedeva 3-5 mila euro di anticipo, per un costo finale di circa 30 mila euro. La madre «surrogata» ucraina, dopo aver partorito, rinunciava al bimbo. Quindi il padre italiano ne chiedeva la paternità e la sua compagna, o moglie, dichiarava di essere la madre naturale del piccolo. Insomma un figlio di italiani nato nella capitale ucraina. Eludendo le leggi italiane che proibiscono la fecondazione eterologa.

Un business a tanti zeri, per poter sostenere anche le spese di un avvocato, di un notaio, della finta madre, della struttura dove avveniva il parto. Un commercio illecito lucroso, che il «ghisa» era riuscito a mettere in piedi, grazie anche ad una moglie ucraina con la quale gestiva un’agenzia matrimoniale, pubblicizzata online su Internet. Lui, Raimondo T., 37 anni, da almeno 12 nel corpo, è in servizio part-time alla Zona 6, in via Sant’Abbondio, al Gratosoglio. Con i colleghi si vantava di andare in giro in Mercedes, di avere computer e telefonini sempre di ultima generazione. Insomma di avere tanti soldi. Adesso il comandante della Polizia municipale, Tullio Mastrangelo, ha disposto delle indagini che ha affidato alla squadra Investigativa. «All’esito della quali — ha sottolineato il numero uno di piazza Beccaria — se ne emergeranno i presupposti, sarà informata l’autorità giudiziaria e gli organi istituzionali della civica amministrazione».

Corriere della sera

Il vice Sindaco di Milano De Corato commenta il grave caso del vigile

Notificato alla Procura della Repubblica un rapporto a carico del vigile coinvolto in un'inchiesta di Striscia la Notizia su un traffico illegale di bambini con l'Ucraina. Lo rende noto il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato, precisando che l'agente - in servizio part-time al Comando di Zona 6 - è accusato di "violazione della legge n. 40 del 19 febbraio, che punisce la pubblicizzazione e la surrogazione della
maternità" con pene che variano da tre mesi a due anni di detenzione e una multa da 600 mila a un milione di euro".

Deciso il commento del vice Sindaco: "il reato di lucrare sul commercio di uteri in affitto con una rete organizzata a Kiev, è molto grave. E per questo è stata già avviata dall'Amministrazione un'azione disciplinare". Tuttavia, evidenzia De Corato, "si tratta di una singola mela marcia all'interno di un corpo, quello della Polizia Locale, che conta oltre 3.000 agenti. Uomini e donne che ogni giorno si spendono per la tutela della legge e la sicurezza dei cittadini, spesso mettendo a rischio anche la propria incolumita' in azioni pericolose e complesse".

E in tal proposito, De Corato ringrazia il "comandante della Polizia Locale Tullio Mastrangelo per la prontezza con cui ha avviato le indagini interne della squadra investigativa e per la celerità delle sue conclusioni che hanno determinato il rapporto comunicato oggi alla Procura".

Adnkronos, 4 dicembre 2009

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